Rifondazione AltaVista
Con un nuovo logo, dei nuovi colori e con lo slogan Smart is Beautiful, AltaVista sferra il suo più forte attacco ai vertici del mondo web, mettendo definitivamente i panni del portal e confrontandosi direttamente con Yahoo!, Excite, Lycos e Go Network.
Il lancio del nuovo sito, è inoltre supportato da una campagna di marketing da 120 milioni di dollari affidata all'agenzia Wieden & Kennedy. Il che dimostra ancora più evidentemente le ambizioni del gruppo CGMI che ha acquisito AltaVista nel luglio 1999 per 2,3 milioni di dollari e che ora (secondo alcuni rumors sulle piazze finanziare americane), sembra sia in procinto di assorbire anche Lycos del quale possiede attualmente solo una piccola quota.
Vediamo quindi nel dettaglio le funzionalità del nuovo AltaVista.
è innanzitutto evidente un marcato indirizzo commerciale intrapreso dal sito, rivolto ad orientare l'utente verso lo shopping on-line, integrando nel motore di ricerca l'esperienza e le informazioni di shopping.com, già assorbito da AltaVista alcuni mesi fa. Il risultato è un vero motore di ricerca per il commercio elettronico, in grado anche di presentare offerte comparative di prodotti.
Un'area fortemente potenziata è quella delle ricerche di file multimediali (fotografie, video e documenti sonori) che ora si avvale anche della collezione Getty Images che va ad aggiungersi all'archivio Corbis, portando a 25 milioni il totale di file gestiti.
Per ciò che riguarda le News, ossia le ultime informazioni dai media e dalle agenzie stampa, AltaVista si avvale di fonti di tutto rilievo, tra le quali The New York Times, The Washington Post, AP, e Reuters. La quantità di informazioni disponibili è rilevante, pur non raggiungendo il livello di Northern Light in quanto a numero di documenti disponibili.
Queste fonti informative sono poi utilizzate anche per creare un'interfaccia personalizzata al sito attraverso AltaVista Live! che va a sostituire il precedente MyAltaVista.
Un altro cambiamento riguarda le ricerche Usenet, ossia le aree di discussione ed i newsgroup, precedentemente gestite da un archivio interno in AltaVista ed ora affidata alla tecnologia messa a punto dall'azienda RemarQ.
Ma arriviamo al cuore delle modifiche, analizzando le modifiche sostanziali apportate alla gestione dell'archivio delle pagine web ed ai criteri di posizionamento delle pagine.
Va sottolineato innanzitutto il nuovo primato raggiunto da AltaVista nella quantità di pagine censite nel suo archivio, che passa da 150 a 275 milioni. Pur essendo il record tra i motori di ricerca, ricordiamo che questo numero rappresenta solo una parte di ciò che esiste sulla Rete, stimato in circa 800 milioni di pagine web. è però importante evidenziare che il risultato raggiunto da AltaVista considera solo le pagine non duplicate, ottenuto analizzando oltre 350 milioni di pagine ed escludendo quelle ritenute doppioni attraverso una sofisticata tecnologia di analisi che peraltro è in fase di brevetto.
Altro strumento per isolare le pagine simili è quello del clustering, ora introdotto anche da AltaVista e già presente sui motori con tecnologia Inktomi come ad esempio HotBot. In pratica, nei risultati di ricerca viene presentata solo una pagina dello stesso sito, evidenziando affianco il link More pages from this site che permette di visualizzare anche le altre pagine di quel sito relative alla ricerca effettuata. In questo modo si evita che più pagine dello stesso sito monopolizzino i risultati delle ricerche.
La funzione di clustering (peraltro non disattivabile) è stata una delle principali cause delle preoccupazioni di molti proprietari di siti a cui sembrava di essere scomparsi dall'archivio di AltaVista, mentre invece si trattava solo di un raggruppamento di tutte le pagine del sito in un unico link.
In effetti, l'attivazione del nuovo archivio di AltaVista ha causato la temporanea scomparsa di molti siti, lasciando nel pieno sconforto molti webmaster. AltaVista ha ammesso di aver perso molti siti durante la transizione e che avrebbe provveduto a recuperarli al più presto. Sembra infatti che dopo due settimane dall'attivazione del nuovo database, alcuni siti tornino a comparire. é comunque probabile che molte pagine web non saranno riprese, per cui occorrerà richiederne singolarmente la registrazione.
In ogni caso è evidente che sono cambiati i criteri utilizzati da AltaVista per generare i risultati delle ricerche. Ovviamente l'azienda cela questi criteri sotto il più rigoroso silenzio, ma è certo che ora sono analizzati anche dei parametri non direttamente inerenti al contenuto delle pagine verificando, ad esempio, i link che ogni singola pagina riceve da altri siti web.
Inoltre, i risultati delle ricerche sono ora arricchiti da altre fonti, a partire da AskJeeves e RealNames se i termini cercati trovano un riscontro nei rispettivi archivi.
Ma il cambiamento più evidente è quello dell'utilizzo di una directory, ossia di un elenco di siti strutturato per categorie, disponibile in modo preminente sin dalla home page di AltaVista. La scelta è caduta su ODP (Open Directory Project) che, nella versione per AltaVista, incorpora anche i risultati di LookSmart precedentemente utilizzato in modo esclusivo, arrivando a oltre 2 milioni di singoli siti web recensiti.
In coda ai risultati delle ricerca, va infine ricordata, la presenza di un link a About.com, un sito informativo molto vasto, anch'esso come ODP sviluppato da editori volontari seppure con una maggiore specializzazione e controllo.
La possibilità di accedere agli archivi delle aziende Hoover's e iAtlas ha permesso poi ad AltaVista di attivare un link accanto alle pagine web delle società più grandi (definito Company Fact Sheet), che riporta direttamente delle informazioni specifiche sull'azienda: sede e filiali, dipendenti, quotazione di borsa, ecc.
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è noto come su Internet sia difficile scalzare le posizione dei marchi più affermati e non a caso ai primi posti tra i siti più visitati ci sono da quattro anni praticamente sempre le stesse aziende. AltaVista, ancora piuttosto distante dai portal più affermati come Yahoo!, Lycos, Excite e Go Network, sta fortemente puntando ai vertici. E con il recente rinnovamento sembra che abbia tutte le carte per riuscirci.
Mauro Lupi
Ad Maiora
novembre 1999
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